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22.2.10

Perché sono contraria all’inserimento delle tradizioni cristiane nello statuto comunale

di Cinzia Colombo - consigliera comunale di Gallarate

Nel consiglio comunale di questa sera verrà chiesto di approvare l’inserimento nello statuto della città del richiamo alle origini e alle tradizioni cristiane. L’appoggio a tale mozione sarà probabilmente molto ampio, giacché tutti i capigruppo, me esclusa, hanno dato un parere favorevole. Io invece voterò contro.
Ho grande rispetto verso chi si professa cristiano, o di altra religione, e quotidianamente cerca di praticare comportamenti coerenti al proprio credo. Non ho rispetto invece per chi si fa paladino dei valori cristiani per poi non seguirli affatto, per chi fa delle regole che solo gli altri devono seguire.
Considero l’etica e l’onestà non un contenuto della politica ma una condizione preliminare per fare politica. L’onestà e l’etica impongono di avere comportamenti conseguenti a quello che viene proposto. E invece tanti che in consiglio comunale vogliono l’inserimento delle tradizioni cristiane nello statuto, praticano comportamenti e scelte che niente hanno a che vedere con quel che dicono. Non si tratta semplicemente dei divorziati, dell’avere rapporti prematrimoniali, dell’uso del preservativo. Le scelte politiche di questa amministrazione sono incompatibili coi valori cristiani, là dove per esempio si sfrattano uomini, donne e bambini sinti, si fanno scelte persecutorie verso i migranti, si impedisce alla comunità mussulmana di pregare, si impedisce persino di chiedere la carità. Non vale più l’amare il prossimo tuo come te stesso? Non è più un valore per i cristiani la carità?
E sinceramente non so come chi dice cristiano possa continuare a condividere scelte politiche e amministrative di chi usa uno dei simboli più importanti del proprio credo, il crocefisso, come arma contro il resto dell’umanità che crede in una religione diversa o che non crede affatto.
Ma non è solo una questione di coerenza o di assenza di coerenza. Si tratta di difendere il diritto di ciascuno di decidere della propria vita, di difendere la laicità della nostra città e della nostra Repubblica, di pretendere che nessuno/a imponga ad altri che la pensano diversamente le proprie convinzioni.
Allora, certo che la nostra società è attraversata da tradizioni cristiane, anche da tradizioni cristiane, non solo da tradizioni cristiane.

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