6.3.10

8 marzo in stazione (di Cinzia Colombo)

Sinistra Ecologia Libertà vuole trascorrere l’8 marzo con le donne vere, quelle che non scambiano il proprio corpo e la propria dignità con un posto in Parlamento o in un programma televisivo.
Le donne, che con il proprio lavoro produttivo e di cura fanno andare avanti il mondo.
Le donne che con il loro coraggio hanno la forza di cambiarlo.

Passeremo l’8 marzo in stazione.
Perché è qui che potremo incontrare le donne lavoratrici che scendendo dal treno già pensano alla spesa, alla cena, alle medicine da comprare, al nonno da portare alla visita, a quanto hanno a casa da stirare e lavare. Donne per la quali il ritardo del treno significa non fare in tempo a prendere in orario la bambina all’asilo. Donne che sanno bene che il lavoro di cura è ancora quasi tutto sulle proprie spalle.

In stazione, perché qui incontreremo le studenti, giovani donne che hanno ottimi risultati, ma scarse possibilità di trovare lavoro, che subiranno la precarietà, che avranno un salario inferiore e minori possibilità di fare carriera rispetto ai loro amici uomini.

In stazione, perché qui incontreremo donne straniere, che hanno lasciato in paesi lontani le proprie famiglie per venire ad accudire le nostre. Badanti che spesso lavorano in nero, senza possibilità di avere un permesso regolare e quindi senza possibilità di socialità, di partecipazione e di fare valere i propri diritti.

In stazione, perché qui incontreremo le donne che hanno subito molestie e violenze. Donne che sanno bene che quasi il 90% delle violenze avviene nelle mura domestiche. Donne che sanno, al di là di ogni propaganda securitaria, che sono mariti, conviventi, ex fidanzati, padri, figli e fratelli a fare violenza e spesso a uccidere le donne.

In stazione, perché qui incontreremo le donne che difendono la 194 e i consultori pubblici, che vogliono una legge diversa per la procreazione assistita che tuteli innanzitutto la propria salute. Donne che pretendono di autodeterminarsi, senza scappare in Spagna o in Francia per poter scegliere.

In stazione, perché qui incontreremo le donne che sanno amare e rispettare l’amore, che non discriminano per un diverso orientamento sessuale, che hanno sogni e desideri. E che lottano per poterli realizzare.

In stazione, perché è qui che passano le donne che scontano sulla propria pelle il permanere di un’organizzazione sociale, del lavoro e della politica tutta maschile, Donne che sanno che dopo l’8marzo, viene il 9 marzo. Che i problemi restano, e non sarà una mimosa a risolverli.

5.3.10

Care e cari,
abbiamo bisogno di tutti voi,
di ognuno di noi per fare in modo
che in questa campagna elettorale il nostro simbolo
e la nostra politica, la buona politica, sia conosciuta
nonostante l’oscuramento mediatico
cui siamo sottoposti..
Non abbiamo grandi mezzi a disposizione, poche,
pochissime risorse finanziare. Ma abbiamo
dalla nostra l’entusiasmo delle tante ragazze
e ragazzi che hanno attraversato le nostre iniziative,
le compagne e i compagni che ogni giorno,
spendono energia e passione
per Sinistra Ecologia Libertà
senza chiedere niente in cambio.
In SEL militano tanti giovani
e tanti altri meno giovani, che portano l’esperienza
e il coraggio di chi è rimasto in questa piccola barca
per affrontare un viaggio lungo e non facile,
gustandosi il paesaggio lungo la strada
con negli occhi il sogno dell’approdo:
la ricostruzione di una grande sinistra italiana.
Per affrontare questa campagna elettorale
abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno di tutto
il nostro entusiasmo. Per questo vi chiediamo di darci una mano,
le nostre risorse siete voi, siamo noi.
Questo sogno utile può vivere solo con il nostro entusiasmo,
che non varrà molto, ma che forse vale tutto.
Buon lavoro e buon viaggio a tutte/i noi.
Nichi Vendola

2.3.10

1° marzo 2010 per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti

Cosa succederebbe nel nostro Paese se tutti i lavoratori stranieri decidessero di non lavorare per un giorno?
Strade più sicure, leghisti in festa o semplicemente un’economia al collasso?

Oggi, primo marzo, si proverà a costruire una risposta attraverso una manifestazione pacifica, non violenta e unitaria che chiederà a tutti gli italiani stanchi di razzismo di scendere in piazza assieme agli immigrati stanchi d’essere considerati cittadini di risulta.

Sinistra Ecologia Libertà aderisce con la convinzione di chi ha fatto della battaglia contro tutte le discriminazioni un punto di merito politico imprescindibile.

Insieme a milioni di italiani stanchi delle pulsione xenofobe e razziste che avvelenano il Paese, sosteniamo la mobilitazione dei migranti e insieme a loro rivendichiamo il diritto di voto amministrativo, la cittadinanza all’atto della nascita, la parità e uguaglianza di diritti nei posti di lavoro, la difesa dei diritti dei rifugiati e dei richiedente asilo, la chiusura dei CIE (centri di identificazione ed espulsione) e l’abolizione del pacchetto sicurezza.

27.2.10

perchè e per chi si continua a costruire?

Abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di Gallarate di fornirci dati sulle abitazioni e sui locali con destinazione ad uso ufficio, commerciale o industriale già costruiti nel nostro territorio ma non utilizzati (quindi lasciati vuoti, in cerca di affitto o vendita). Prima di decidere di costruire ancora, ci pare necessario che l'amministrazione abbia almeno un'idea di quanto in città già è stato realizzato ma non riesce a trovare un utilizzo. Tanto più che quell'amministrazione -della PdL- sta redigendo il piano del governo del territorio e sta portando avanti il progetto del business park (o sky city) che prevede la costruzione di un milione di metri cubi presso la superstrada 336.
Invece l'assessore all'urbanistica Bossi ci ha risposto di non avere quei dati, nè di volerli recuperare. Ma allora come fa a programmare e governare l'urbanizzazione della città? Non vi pare la prova provata che davvero al centrodestra gallaratese interessino solo gli interessi dei costruttori?
Girando per la città i cartelli di vendesi e affittasi sono ovunque. Perchè continuare a costruire allora? Perchè non scegliere di difendere l'ambiente e la qualità della vita dei cittadini? Perchè non difendere, anziché i soliti poteri forti dei cementificatori, i piccoli proprietari che non riescono a vendere?

22.2.10

Perché sono contraria all’inserimento delle tradizioni cristiane nello statuto comunale

di Cinzia Colombo - consigliera comunale di Gallarate

Nel consiglio comunale di questa sera verrà chiesto di approvare l’inserimento nello statuto della città del richiamo alle origini e alle tradizioni cristiane. L’appoggio a tale mozione sarà probabilmente molto ampio, giacché tutti i capigruppo, me esclusa, hanno dato un parere favorevole. Io invece voterò contro.
Ho grande rispetto verso chi si professa cristiano, o di altra religione, e quotidianamente cerca di praticare comportamenti coerenti al proprio credo. Non ho rispetto invece per chi si fa paladino dei valori cristiani per poi non seguirli affatto, per chi fa delle regole che solo gli altri devono seguire.
Considero l’etica e l’onestà non un contenuto della politica ma una condizione preliminare per fare politica. L’onestà e l’etica impongono di avere comportamenti conseguenti a quello che viene proposto. E invece tanti che in consiglio comunale vogliono l’inserimento delle tradizioni cristiane nello statuto, praticano comportamenti e scelte che niente hanno a che vedere con quel che dicono. Non si tratta semplicemente dei divorziati, dell’avere rapporti prematrimoniali, dell’uso del preservativo. Le scelte politiche di questa amministrazione sono incompatibili coi valori cristiani, là dove per esempio si sfrattano uomini, donne e bambini sinti, si fanno scelte persecutorie verso i migranti, si impedisce alla comunità mussulmana di pregare, si impedisce persino di chiedere la carità. Non vale più l’amare il prossimo tuo come te stesso? Non è più un valore per i cristiani la carità?
E sinceramente non so come chi dice cristiano possa continuare a condividere scelte politiche e amministrative di chi usa uno dei simboli più importanti del proprio credo, il crocefisso, come arma contro il resto dell’umanità che crede in una religione diversa o che non crede affatto.
Ma non è solo una questione di coerenza o di assenza di coerenza. Si tratta di difendere il diritto di ciascuno di decidere della propria vita, di difendere la laicità della nostra città e della nostra Repubblica, di pretendere che nessuno/a imponga ad altri che la pensano diversamente le proprie convinzioni.
Allora, certo che la nostra società è attraversata da tradizioni cristiane, anche da tradizioni cristiane, non solo da tradizioni cristiane.

16.2.10

rimborsi ai pendolari lombardi... per alcuni, non per tutti. I ritardi, invece, non fanno discriminazioni

Lo scorso novembre la Regione Lombardia e Trenitalia hanno concordato un bonus di indennizzo per i ritardi subiti dai pendolari nel corso dell'anno precedente. Il bonus riguarda solo alcune tratte regionali ed è pari al 20% o al 50% del prezzo dell'abbonamento mensile. Una bella notizia, ma con una brutta sorpresa: molti pendolari non ne hanno diritto.
Pendolari lombardi bistrattati anche sul bonus. Per motivi insondabili sono esclusi dal bonus i pendolari che, per evitare inutili code o per mancanza di una biglietteria in stazione, hanno acquistato l'abbonamento online. In più Trenitalia non si preoccupa neppure di avvisarli del fatto che potrebbero usufruirne andando in biglietteria.
Il divieto non è per nulla chiaro ed è scritto in piccolo a margine di una pagina del sito dell'azienda ferroviaria. Di fronte all'ennesimo sgambetto al popolo dei pendolari, il consiglio è di controllare se si ha diritto al bonus e, piuttosto che rinunciarvi, di acquistare l'abbonamento nelle biglietterie abilitate.
Trenitalia deve spiegare con chiarezza alla propria clientela il perché di questa limitazione, deve avvisare al momento dell'acquisto dell'abbonamento online che non verrà riconosciuto il bonus e soprattutto come può usufruirne chi ne ha diritto. L'azienda deve evitare altri disguidi per il futuro. Oltre al bonus previsto per febbraio e marzo, infatti, da gennaio 2010 è stato reintrodotto il bonus in caso di mancato rispetto dello standard minimo di affidabilità del servizio, valutato sulla base dei ritardi e dei treni soppressi. Con tre mesi di ritardo: se il disservizio riguarda gennaio, il bonus verrà elargito ad aprile.
Come funziona il bonus lombardo:il risarcimento si riferisce alla stagione 2008-2009. Nei casi in cui è previsto un bonus del 50% per entrambi i mesi si può scegliere di usufruirne solo nel mese di marzo viaggiando gratis .
Fra le tratte coperte dal bonus, nella nostra provincia è ammessa la linea Milano-Varese-Porto Ceresio (ad eccezione della linea Varese-Gallarate-Milano-Pioltello)

14.2.10

23 febbraio 2010

incontro con
MONI OVADIA, attore, poeta, scrittore...
CINZIA COLOMBO, consigliera comunale a Gallarate

presso CUAC Cooperativa Arnatese
via Torino 64 - via Checchi 21 - GALLARATE (VA)
ore 18.00 - 20.00
e per ingannare la fame... aperitivo insieme

Per cambiare questo paese serve una nuova sinistra, che non sia ceto politico ma luogo di partecipazione e ricerca. Una sinistra che non si autocondanni alla testimonianza. Una sinistra ampia, utile, efficace.