AGENDA

lunedì 6 febbraio: consiglio comunale, ore 20.45, sala consiliare di Largo Camussi 5

4.2.12

chiedi anche tu al Ministro Passera di tutelare il mare

C'è un decreto che, se approvato subito, potrà tutelare le aree di mare sensibili da disastri come quello della Costa Concordia. Ma il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorarlo. La nostra azione lo scorso venerdì davanti al suo Ministero non è bastata: adesso tocca a te chiedergli di sbrigarsi. Come? Inviando una mail di protesta.
Il ministro dell'Ambiente, Clini, si è già espresso a favore di un decreto interministeriale per regolare il traffico marittimo nelle zone a rischio, come il Santuario dei Cetacei; ora è il ministro dei Trasporti che deve assumersi le sue responsabilità.
Dopo i morti, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario, un'area che dovrebbe essere protetta dal 2001. La priorità è la rimozione del carburante ma ci sono molte altre sostanze inquinanti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, tonnellate di cibo e bevande.
Un altro disastro quanto ci "Costa"? Chiedi anche tu al Ministro Corrado Passera di emanare subito il decreto interministeriale per tutelare la sicurezza dei trasporti, la salute pubblica e l'ambiente. Sbrigati Ministro!

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/Sbrigati-Ministro-il-ritardo-Costa/?utm_source=email&utm_medium=email&utm_campaign=cyber_concordia&utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=cyber_costa%20(ok)&utm_content=

2.2.12

La neve non ferma la partecipazione: affollata assemblea a Sciaré

E chi l’avrebbe mai detto che all’assemblea di Sciaré, con la neve che continuava a scendere, non sarebbero bastate le sedie? Neppure noi che pensiamo la partecipazione come elemento fondante del nostro modo di fare politica ci avremmo scommesso. E invece le persone sono arrivate, molte a piedi, pur di non perdere l’occasione di essere informate, di essere ascoltate, di contribuire alle decisioni dell’amministrazione. E così dopo che l’assessora all’ecologia Cinzia Colombo e l’assessore all’urbanistica Angelo Senaldi hanno presentato il progetto del nuovo centro di rifiuti ed elencato le preoccupazioni dell’amministrazione,
(https://www.facebook.com/#!/notes/assessorato-partecipazione-di-gallarate/assemblea-pubblica-mercoled%C3%AC-1-febbario-a-sciar%C3%A9-perconoscere-e-confrontarsi-sul/115040735284656)
tante persone (alcune anche di Cassano Magnago e Busto Arsizio) hanno preso parola. Chi, come un ingegnere, a spiegare i pericoli del costruire in area di esondazione (elencando le contrarietà fra lo studio idraulico della Ricicleco e quello, per la stessa area, della Pedemontana), chi a chiedere garanzie su una società che ha ricevuto tante diffide dalla Provincia, chi a raccontare degli odori acri che spesso si sentono provenire dal centro attuale, chi a domandarsi come in quell’area qualcuno abbia potuto concedere un’autorizzazione e come addirittura si possa prevederne l’ampliamento, chi a denunciare il non rispetto già oggi di alcune norme (come l’assenza di uno studio idrologico che la legge prevede dal 2001, con solleciti della Provincia e del Comune di Cassano bellamente ignorati), chi a ricordare che le case non sono così distanti, chi a sottolineare che servono di interventi per migliorare il quartiere, non per degradarlo ulteriormente.
A chiudere il sindaco Edoardo Guenzani, rimasto nel pubblico tutta la serata, tra quelli in piedi, ad ascoltare i cittadini. E a dire loro che è ora di cambiare modo di pensare: non più che bisogna costruire e trovare come mitigare gli effetti di ciò che si costruisce, non più dare per scontato che un centro rifiuti debba potere essere realizzato lì perché lì la società ha le proprietà, ma definire dove un centro rifiuti può essere realizzato in modo che non produca malessere negli abitanti. A dire che non solo serve una valutazione d’impatto ambientale, ma che serve anche una valutazione strategica, cioè serve considerare non solo il singolo intervento ma la complessità degli interventi previsti nella stessa area, così da valutarne la moltiplicazione degli effetti sulla città. E su noi abitanti.

31.1.12

6 febbraio, consiglio comunale

Alle ore 20.45 presso la sala consiliare di largo Camussi, è convocato il consiglio comunale di Gallarate per discutere del riacquisto delle quote azionarie dei soci pubblici di AMSC (come previsto dalla legge i comuni che con Gallarate compartecipano in AMSC dovranno vendere le quote detenute); modifica dello Statuto comunale (per prevedere la possibilità del consigliere delegato) che dovrà in prima seduta essere approvata con 2/3 dei voti favorevoli degli aventi diritto; modifiche al regolamento della consulta per le pari opportunità; mozioni del PDL sulla giornata del ricordo e sulla trasparenza delle nomine nelle società partecipate (vi rimandiamo per questo al link: http://cinziacolombo.wordpress.com/2012/01/31/pdl-senza-memoria-o-senza-pc/)

26.1.12

Contrari a QUESTO progetto di centro rifiuti di Sciaré


Sia chiaro, non soffriamo della sindrome Nimby: cioè dappertutto tranne che nel nostro giardino. Diremmo, e diciamo, le stesse cose se il centro di compostaggio previsto a Sciaré lo volessero costruire in un’altra città. Sia chiaro anche che, per affrontare il “problema dei rifiuti”, bisogna intervenire sulla riduzione della quantità di rifiuti prodotti (eliminare i sacchetti e le confezioni inutili, smettere di comprare e produrre bottiglie di plastica, tornare alle vecchie ma pratiche ed ecocompatibili sporte, diffondere i distributori di latte, paste, detersivi…) e sulla raccolta differenziata e successivo riciclaggio di quei rifiuti che non è possibile non produrre.

Non siamo a priori contrari a ogni centro di compostaggio. Anzi.
Siamo contrari a questo progetto di centro di compostaggio.
Siamo contrari per il posto dove lo si vuole costruire: un’area di esondazione di fascia B del Rile e del Tenore che già è erosa dalla presenza dell’Hupac e che lo sarà ancora di più dalla futura realizzazione della bretella alla Pedemontana. Non vogliamo essere allarmisti, ma dopo le inondazioni che stanno colpendo la Penisola, non varrà la pena cominciare a usare un po’ di buon senso e di cautela?
Per la cementificazione dell’area che il progetto prevede, area oggi verde giacché appunto area di esondazione: un capannone di oltre 4.000 m², una tettoia tamponata di 1380 m², una tettoia aperta, due cilindri per la digestione anaerobica di 20 metri di altezza, l’area di deposito pavimentata e altro ancora.
Per la quantità di rifiuti che si vogliono trattare e le conseguenze che ne verranno per noi cittadini: più di 35.000 tonellate di rifiuti organici all’anno. Per avere un’idea, circa il 70% dei rifiuti organici prodotti dall’intera provincia di Varese! Come verranno portati al centro questi rifiuti? Quanti camion passeranno sulle nostre strade in aggiunta al traffico esigente? Quali odori si sentiranno nei quartieri vicini, dove già oggi ci sono lamentele? Che conseguenze ci saranno per gli abitanti, i negozi e le realtà produttive di Sciaré e Madonna in Campagna?
Ricicleco, la società che presenta il progetto, assicura che non ci saranno né odori, né rumori, né traffico. E’ la stessa società che già oggi assicura che non è lei la responsabile degli odori che i cittadini annusano e denunciano. E’ la stessa società che ha ricevuto dalla provincia di Varese varie diffide. E’ la stessa società che afferma che non è necessaria una VIA, valutazione d’impatto ambientale.

A decidere sarà la Provincia di Varese, su delega della Regione, come la legge prevede. Le due città coinvolte, Gallarate e Cassano Magnago, potranno e dovranno esprimere un loro parere.
Bene fa l’amministrazione di Gallarate a confrontarsi coi cittadini, a fare conoscere il progetto, a uscire dalla logica che tutto viene fatto sulle nostre teste senza la possibilità di prendere parola. Un’assemblea, quella organizzata mercoledì 1 febbraio, per ascoltare noi abitanti, tenere conto di quel che diciamo, portare in Provincia la nostra voce. Voce che la Provincia e chi nella Provincia di Varese rappresenta il nostro territorio dovrà ascoltare. Anche scegliendo di richiedere una valutazione ambientale. Il minimo per decidere su un progetto di tale portata.